Visita alla Azienda Olearia Peddio a Cuglieri (Oristano)

Ecco le fasi della produzione di un buon olio extravergine d'oliva

Oliveto della azienda olearia Peddio.

In una splendida giornata di metà settembre invece di stare al mare ho deciso di fare una visita al frantoio dell’azienda olearia Peddio, a Cuglieri.

So già qualcosa sulla produzione dell’olio dalle mie precedenti vacanze in Sardegna, ma ora voglio vedere da vicino e capire come si fa questo splendido prodotto naturale. Un’email e l’appuntamento è fissato.

Prendo il pullman da Bosa a Cuglieri e oltrepasso una zona montuosa, verde e molto bella. Scendo nel centro di Cuglieri, un paese importante per la produzione dell’olio d’oliva, che purtroppo l’anno scorso è stato funestato da un disastroso incendio. La mia destinazione è il frantoio della famiglia Cocco, proprietari dell’olearia Peddio.

Olivo dell'azienda olearia Peddio che produce olio extra vergine d'oliva

Una visita all’azienda olearia Peddio

All’ingresso vedo grandi cassoni di plastica per la raccolta delle olive e un uomo si presenta come Giovanni, sarà la mia guida.

Siccome la raccolta delle olive comincia in ottobre posso vedere in una grande frantoio le attrezzature ancora smontate che aspettano di entrare in azione. Giovanni incomincia a spiegarmi come si fa per fare un buon olio extravergine d’oliva. Sembra facile. Ci vogliono soltanto delle buone olive? Così pare, ma per averle bisogna curarle anzi “coccolarle”: Fare pulizia intorno al tronco, controllare che non ci siano parassiti e sorvegliare il giusto grado di maturazione. Il processo di trasformazione delle olive è abbastanza breve e rapido.

Le fasi della produzione di un buon olio extravergine d’oliva sono

  • 1. Raccolta delle olive. Fino agli anni 80 si aspettava che le olive cadessero a terra e poi si raccoglievano ben mature. Oggi si stende per terra una rete e una macchina scuote l’albero finché le olive sono nella rete.
  • 2. Al frantoio si “sfogliano” le olive, cioè si ripuliscono da foglie e rametti.
  • 3. Poi: Lavaggio delle olive.
  • 4. Macinatura.
  • 5. Gramolatura.
  • 6. Separazione della polpa solida dal primo olio che contiene ancora acqua.
  • 7. Separazione dell’acqua dall’olio.
  • 8. Stoccaggio dell’olio in grandi cisterne d’acciaio in attesa delle analisi.
  • 9. Confezionamento in latte o bottiglie per la vendita.
  • 10. E ora siamo pronti per assaporare un ottimo olio extra vergine d’oliva (anche biologico)

Bottiglie d'olio extravergine d'oliva dell'azienda olearia Peddio

Pronto d’asportare: L’olio extravergine d’oliva bioLe olive durante la molitura non gradiscono il caldo, né aria né luce per evitare l’ossidazione e si lavora ad una temperatura intorno 27 gradi, chiamata ‘’lavorazione a freddo’’, senza luce diretta e aria.

Ho capito che il sapore dell’olio dipende dalla tipologia di oliva e dal momento della raccolta. Le olive più verdi sono generalmente più amare.

Due tipi di olive principalmente: Oliva Bosana e oliva Semidana

L’azienda olearia Peddio usa principalmente “olive Bosana” e “olive Semidana“. Quelle Bosana sono più piccole e ricche di polifenoli, le Semidana sono ovoidali e maturando diventano color amaranto con macchie bianche. Sono medio-piccole e danno un olio fruttato, leggermente amaro e piccante.

L’azienda olearia Peddio è un’impresa medio-piccola attiva dal 1950. Laura Cocco, la giovane e simpaticissima figlia dell’attuale titolare, rappresenta la quarta generazione e dovrà affrontare un periodo di una certa difficoltà.

Un olivo vuole almeno 10 anni per iniziare a essere produttivo

Prima dell’incendio l’azienda gestiva circa 20.000 piante tra aziendali e private. L’incendio ha portato via metà (!) degli alberi di proprietà dell’azienda, 5.000 piante circa.

Oliveto dopo l'incendio del 2021. Si vede ancora l'olivi neri, bruciati dal fuoco
Oliveto. Si vede ancora il danno dell’incendio del 2021

Un olivo vuole almeno 10 anni per iniziare a essere produttivo. Il danno è stato enorme. L’incendio è arrivato proprio davanti alla casa e a pochi metri dal frantoio. È stata una cosa pazzesca. Su Instagram puoi vedere anche alcune foto.

Grazie Laura, grazie Giovanni di avermi spiegato come si fa un buon olio extra vergine d’oliva (evo)biologico.
 
Cari lettrici, cari lettori spero di avervi trasmesso un po’ di informazioni sulla nascita dell’olio d’oliva e le emozioni che ho provato io nella scoperta. Insomma, che il mio raccontino vi sia piaciuto. Lasciatemi, se volete, un vostro commentoqui sotto.
 
E se adesso siete diventati un po’ curiosi e vi piacerebbe assaggiare questo olio extravergine d’oliva squisito, non dovete far altro che venire in Sardegna in provincia d’ Oristano. Troverete il punto di vendita dell’Azienda Olearia Peddio a Cuglieri da dove, tra l’altro, si gode uno stupendo panorama della costa occidentale sarda.

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