Tartarughe, aura e Franciacorta. Una visita a Corte Aura

Tartarughe, aura e Franciacorta. Una visita a Corte Aura

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Per arrivare ho deciso di andare a piedi, non pensando che otto chilometri potessero essere così faticosi. È una giornata splendida, perfetta per una passeggiata: c’è un bel sole ma non fa troppo caldo – siamo a fine settembre. Scelgo di seguire gli itinerari fra i prati e ho la fortuna di imbattermi in piccoli paesi carini e molto vivaci. I segnali “Siete in Franciacorta” mi ricordano dove sono – non che io l’avessi dimenticato. 🙂 Perché oggi faccio una visita a Corte Aura, una cantina in Franciacorta.

Tartarughe, aura e Franciacorta. Una visita a Corte Aura

Tartarughe, aura e Franciacorta. Una visita a Corte Aura
Ingresso Corte Aura
Il cortile del Corte Aura

Dopo due ore, arrivo ad Adro o, per essere più precisa, alla cantina “Corte Aura”.  Sono impressionata dalla grandezza e dalla bellezza della cantina. La signora Federica, la titolare, mi aspetta insieme alla sua collega Roberta. Gentilmente mi offrono un caffè e cominciano a parlarmi della cantina. È una cantina piccola, solo 12 ettari di Chardonnay e Pinot Nero – 6 di proprietà e altri 6 da cui acquistano uve di ottima qualità.  La cantina produce solo Franciacorta.

La Franciacorta è un territorio in provincia di Brescia, ma il Franciacorta è un vino spumante prodotto con il metodo classico. I produttori del Franciacorta si danno gli stessi disciplinari dello champagne: raccolta a mano, seconda fermentazione in bottiglia, regione limitata per nominarne alcune. Nel 1995  viene assegnata al vino la D.O.C.G., che vuol dire Denominazione di Origine Controllata e Garantita. (vedi anche il mio articolo “Una gita in Franciacorta”)

Nei suoi soli 11 anni di vita Corte Aura ha già vinto alcune medaglie, l’ultima al Decanter Wine Awards 2020, il più prestigioso concorso vinicolo al mondo, con il Satèn 2013.

30 mesi (almeno) di permanenza sui lieviti

Con Roberta raggiungiamo la cantina vera e propria. Al di là di uno dei portoni di legno mi aspettano grandi serbatoi d’acciaio contenenti circa 75000 litri di vino pronti, o quasi, a diventare Franciacorta. Una particolarità di questa cantina è che le varie tipologie di Franciacorta hanno un tempo di permanenza, dentro la bottiglia con i lieviti, di almeno 30 mesi  (Il disciplinare dice 18 mesi come minimo).

Permanenza sui lieviti da Corte Aura

Brut minimo 30 mesi di permanenza sui lieviti
Satèn minimo 40 mesi di permanenza sui lieviti
Rosé minimo 40 mesi di permanenza sui lieviti
Demi Sec 40 mesi di permanenza sui lieviti
Pas dosé da 48 a 54 mesi di permanenza sui lieviti, senza aggiunta di zucchero
Satén Millesimato – il top del top – 50 mesi permanenza sui lieviti
Insé 54 mesi permanenza sui lieviti

Le vigne in nove zone della Franciacorta

La vendemmia è appena finita (all’inizio di settembre). Per sapere quand’è il momento giusto per cominciare “si controlla il valore dello zucchero e l’alcool nell’uva”, mi spiega Federica. Quando tutto è come dev’essere si inizia con la vendemmia a mano. Le vigne sono disseminate in nove zone differenti, sempre in Franciacorta ma non tutte intorno alla loro cantina. “È un vantaggio” dice la Signora Federica “così non abbiamo fretta di raccogliere, perché nelle varie zone l’uva matura in periodi diversi.” (parliamo di giorni e settimane). In totale ci vogliono più o meno 4 settimane per la raccolta a cassette. Dopo la pigiatura, l’uva viene versata nei contenitori d’acciaio dove rimane otto/nove mesi per la fermentazione. 

La sboccatura del Franciacorta

Ritorniamo in cantina. Sono impressionata dalle grandi gabbie alla mia sinistra con dentro moltissime bottiglie tutte a “collo” in giù. Da questa posizione le bottiglie vengono fatte ruotare ripetutamente affinché le fecce dei lieviti esausti (che sono stati prodotti dalla fermentazione in bottiglia) si depositino sul tappo a corona.

Tartarughe, aura e Franciacorta. Una visita a Corte Aura

Una blogger davanti a 400000 bottiglie in cantina
In cantina fra 400000 bottiglie di Franciacorta di Corte Aura

Una volta al mese si effettua poi la sboccatura. Si toglie il tappo a corona e i lieviti esausti vengono espulsi violentemente, spinti dalla pressione. A questo punto si aggiunge il liqueur de tirage e si chiudono le bottiglie con un tappo di sughero. Dopo di che, le bottiglie vengono portate in cantina e lasciate riposare orizzontalmente per altri mesi (dipende della tipologia del Franciacorta) fino a che i tempi non sono maturi per donarci un buonissimo Franciacorta. Lo posso confermare, perché ho avuto il piacere di assaggiare un Rosé.

Tartarughe, aura e Franciacorta. Una visita a Corte Aura
Cincin con la Signora Federica, titolare della cantina Corte Aura
Tartarughe, aura e Franciacorta. Una visita a Corte Aura
Assaggio un Franciacorta Rosè di Corte Aura

Calma e protezione

La calma, la lentezza, sono concetti fondamentali per Corteaura. Lo si nota non appena si entra in cascina/azienda. Se si guarda attentamente, ovunque, ci si accorge della scelta dellla tartaruga come simbolo della cantina: sull’insegna, sui muri e, naturalmente, sulle etichette delle bottiglie, sui tappi e sui cartoni per l’imballaggio.

Tartarughe, aura e Franciacorta. Una visita a Corte Aura

Così come la sua rinomata lentezza e la sua capacità di proteggersi rendono unica la tartaruga, allo stesso modo Corte Aura protegge la terra da cui trae i frutti e dona al vino tutto il tempo necessario affinché compia la sua evoluzione.

E longevo, come la tartaruga, è anche il nome scelto dalla cantina.

“Corte” rimanda naturalmente al “Franciacorta”, il cui significato nasce nel Medioevo, quando i monaci Benedettini e Cluniacensi amministravano quelle terre esenti da tasse e dazi e per questo chiamate “curtes francae” ovvero “corti franche”. 

“Aura” risale addirittura alla mitologia greca e arriva fino a noi a indicare l’energia che ci avvolge e ci circonda, che anima ogni essere vivente (così come i fiori e i frutti provenienti dalla Madre Terra) e gli permette di “brillare”.

Come abbinare il Franciacorta

Sapevate che un Franciacorta non si beve solo come aperitivo con le patatine ma con i salumi bensì anche come vino da pasto? Il Rosé, per esempio, si sposa benissimo con i “piatti rossi”, a base di pomodoro, con il ragù ma anche con il pesce crudo. A dire la verità, non lo sapevo nemmeno io.

Grazie infinite di avermi mostrato la vostra bellissima cantina, per l’ospitalità, il vostro tempo e le spiegazioni datemi. Grazie anche per la fiducia concessami lasciandomi da sola sul “terrazzino”. Senza poi scordare il buonissimo Franciacorta Rosé che mi avete fatto assaggiare.

Corte Aura è una delle 118 cantine associate al Consorzio Franciacorta che producono le bollicine: il Franciacorta!

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